venerdì 21 settembre 2007

VENT'ANNI DI SOLITUDINE

(barcis 21 luglio 2007)

quando un libro ti entra dentro, ti spaventa, ti stupisce in quanto racconta il contrario di tutto quello che avresti pensato.

quando un libro ti fa paura, perchè racconta una desolazione che hai sempre immaginato, quella di una casa che vede vivere delle vite, una dopo l'altra, intrecci di sensazioni, emozioni,felicità, gioie, disperazioni,segreti sussurati,pianti solitari e preghiere a mezza voce. una casa che invecchia insieme a chi la vive, mattonella dopo mattonella, angolo dopo angolo.e quando poi i figli crescono e le mamme imbiancano, la casa cambia, muta, cresce, vive, in un'esplosione di vitalità,colore, voglia di vivere...e ad un certo punto sei tu stesso a vedere qualche cosa di diverso..in un suo modo di apparire, di guardarti, di contenerti.Perchè tu cresci e lei cresce, ma quando tu cresci guardi la casa come guardi tuo padre, sempre un po' più vecchio o un po' più stanco di come te lo ricordavi, con un po' più di rughe a solcargli il viso.E tu ne hai solo venti di anni, e chissà fra altri venti come la vedrai,la tua casa, un po' più grigia, un po'più silenziosa, un po' più scricchiolante. Forse queste cose le penso perchè da chè ricordo ho sempre vissuto nello stesso posto e non posso reputare null'altro come Casa, e so che solo in questo posto potrò ritrovare le porte che cigolano nonostante l'olio,le scale fredde,le camere multicolori.Solo qui ritroverò le mille cianfrusaglie di mia madre.
E mi fa paura l'ineluttabile scorrere del tempo sulle cose, l'avanzare delle crepe,lo sbiadire dei colori,lo stratificarsi di una patina di polvere incrostata dal tempo.

°°One
Day
I
One day there'll be a place for us
Know
There'll be
A place
Called
One day there'll be a place for us
Home°°

(a place called home, pj harvey)

mercoledì 12 settembre 2007


In effetti, per definizione, le decisioni sono fatte per essere prese, le scelte per essere fatte, i cambiamenti per essere apportati. In effetti.
Eppure poi ci si ritrova a snocciolare se e ma, a stilare liste di pro e contro, a giustificarsi con se stessi con argomentazioni fallaci, a divagare con la testa, ad ascoltare musica straniante, a fissare fuori dal finestrino di un treno stradecasealberiponticampimontagnecollinenuvolecollinemontagnecampipontialbericase e poi ancora strade.
In un andirivieni infinito di partenze e ritorni dove il ritorno ti pare una partenza e viceversa. In un infinito intrico di pensieri dove alla fine ti rendi conto che il non-pensiero è l'unica idea che riesci a farti delle tue elucubrazioni mentali. Forse davvero quando ci si perde una volta, poi è come se ci si riperdesse sempre allo stesso modo, sempre nello stesso punto, fino a rimanere impantanati dentro se stessi.

"It shouldn't hurt me to be free
It's what I really need
To pull myself together
But if it's so good being free
Would you mind telling me
Why I don't know what to do with myself"
to be free,emiliana torrini

domenica 2 settembre 2007


Dopo più di un mese di nuovo valigia, e di nuovo castelli di carte e incastri di colori.
Dopo più di un mese si fa ritorno nella terra di nessuno, dove l'unica speranza è quella di capire davvero quello che farò, senza più ne ma, nè se, nè forse. Perchè il tempo scorre implacabile, nonostante tutti mi dicano c'è tempo,sei giovane, io credo invece che il tempo sia relativo, che dieci anni volino impalpabili,scorrano velocemente sulla pelle e le fotografie poi non sono più le stesse, e cambiano i capelli e il colore degli occhi e la luce di una persona. Come niente. Come sfogliare le pagine di un libro. Come leggere la storia di un altro. Priva di particolari e sfumature narrative. Perchè più vado avanti e più mi chiedo se sono io che non mi soffermo sui particolari o se sono gli artisti, che hanno una vista più ampia, un più ampio raggio, o se anche loro, la loro vita, la vivano come il soffio del vento.

Cocteaw twins sotto la pelle e due occhi tristi e blu che mi aspettano. Non vorrei mai farti del male, promettimi che non te ne farò mai. A volte mi chiedo se ne sarò davvero capace. E chissà invece se tu saresti mai in grado di ferirmi, realmente, di farmi del male. A volte mi chiedo se ne saresti davvero capace.

ai shiteru